Capraga


Registrata nei documenti più antichi come Cravaga, che riflette la forma dialettale tuttora in uso, l'antica frazione montana di Premosello pare non debba il suo nome al gran numero di capre, che nei secoli passati dovevano popolarla. Citata per la prima volta in un atto del 1389, nel censimento del 1617 Capraga contava più di 160 abitanti. Nel corso degli ultimi secoli, i capraghesi si trasferirono via via a Colloro e a Premosello capoluogo. L'ultima capraghese, Tilde Primatesta detta la Caplanina, morì nel 1967. Capraga, che si divide nei rioni di Biogno-San Bernardo, Bartolo e Sastermi, è attraversata dalla linea di confine tra Premosello e Vogogna: il rione di Sastermi deve il suo nome alla pietra di confine, sas d'tèrmi appunto, che divide i due comuni ossolani. Nel 1972, l'apertura di una strada che mette in comunicazione il capoluogo con l'antico nucleo montano diede impulso al recupero delle vecchie costruzioni di pietra, oggi utilizzate per lo più come seconde case, tra i resti dei terrazzamenti ripopolati dal bosco di castagni.
Recorded in the most ancient documents as Cravaga, which reflects the dialectal form still in use, the ancient mountain hamlet of Premosello does not owe its name to the large number of goats, which in the past centuries probably populated it. Mentioned for the first time in a document of 1389, in the census of 1617 Capraga had more than 160 inhabitants. During the last centuries, the inhabitants of Capraga gradually moved to Colloro and  Premosello. The last inhabitant of Capraga, Tilde Primatesta known as la Caplanina, died in 1967. Capraga, which is divided into the districts of Biogno-San Bernardo, Bartolo and Sastermi, is crossed by the border line between Premosello and Vogogna. The district of Sastermi owes its name to the border stone, sas d'tèrmi, which divides the two municipalities of Ossola. In 1972, the opening of a road that connects the main village with the ancient mountain centre encouraged the recovery of the old stone constructions, today mainly used as second houses, among the remains of the terracing lands repopulated by the chestnut tree wood.

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