Castagne


I pendii che circondano Cicogna, come gran parte delle Terre di Mezzo, sono conquistati da castagni: alcuni secolari, altri più giovani e che si stanno piano piano impossessando di tutti i terrazzamenti. La castagna è sempre stata alla base dell’economia montana: un albero adulto produceva in una stagione un quantitativo di castagne tale da dare nutrimento ad una persona per tutto l’inverno. Con attrezzi appositi, quali la giuva, pinza in legno, o la spisuca, martello in legno per rompere i ricci, le castagne venivano raccolte e deposte nei cesti, come il cavagn, o nelle gerle. Per essiccarle, si posizionavano poi le castagne sulle gràa, graticci di rami di castagno intrecciati o di assi ravvicinate posti al posto del soffitto in edifici appositi o in una delle stanze delle abitazioni, attraverso i quali passavano il fumo e il calore del focolare (brantana) acceso nella stanza sottostante. Le castagne venivano affumicate e disidratate per quasi tre settimane, dopodiché ancora calde venivano battute con la spavigia, attrezzo costituito da un disco di legno di noce con un manico, per toglierne la buccia. Nel val, ventilabro di legno intrecciato, venivano poi scosse per eliminare l’ultima pellicola e ottenere le castagne bianche, in parte vendute o barattate oppure macinate nel mulino di Cossogno.

Altri punti d'interesse a Cossogno

Cappella delle croci

Cappella della Madonna di Re

Chiesa di S. Brizio