Chiesa di S. Bartolomeo


La chiesa intitolata a S. Bartolomeo fu eretta a parrocchia il 18 novembre 1617. Verso la metà del '400 è soltanto una piccola cappella, che viene amplita nei decenni successivi seguendo l'aumento della popolazione caprezzese. Da quel momento fino alla metà dell’800 le modifiche principali interessarono le cappelle laterali, l’aggiunta del portico in facciata e la costruzione del nuovo campanile nel 1744. Nel 1865 si modificò considerevolmente l’area del presbiterio con l’aggiunta di un coro, e si costruì la sacrestia. Le decorazioni “leggere e chiare” come il parroco don Varalli richiese sono del 1926 per mano del pittore Barzanelli. Don Antonio Varalli, morto nel 1954 dopo esser stato parroco di Caprezzo per ben 53 anni, viene dopo un parroco con le mani bucate, metre lui era il contrario. La prima cosa che ha fatto è dire: alle feste il prete sono io, al massimo viene il predicatore, o un confessore. Andava lui a comprare la carne o tutto quello che era necessario, diceva lui alla Rosa dell’Osteria delle Fonti di preparare il pranzo, poi c’erano le ragazze dell’azione cattolica a lavare i piatti ecc, magari dava anche a loro una piccola offerta…però i soldi erano soprattutto per la chiesa. La gente comunque capiva perché una delle ultime cose che ha fatto è stato il pavimento in marmo del presbiterio che costava 300.000 lire; lui era preoccupato, ma alla festa di San Bartolomeo tra tutti han tirato fuori più di 300.000 lire, e lui alla predica l’ha detto: “Non immaginavo...”. Sapevano che se li davano a lui, li usava per quello. Lui coltivava patate, pomodori, l’orto, aveva le galline, quindi d’estate vendeva la verdura e le uova e poi aveva le api, quindi vendeva anche il miele. Era un gran cercatore di funghi, e mangiava quello che riusciva ad avere coltivando o raccogliendo. Ogni anno la gente qui andava giù con il gerlo pieno di legna da dare a lui. – Rinaldo Pellegrini, 2018 -

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