Linea Cadorna


Cuzzago, frazione di Premosello Chiovenda e Comune autonomo sino al 1928, ha sul suo territorio numerose opere di quella linea difensiva costruita durante la Prima guerra mondiale che oggi è nota come “Linea Cadorna”, richiamando nella denominazione il generale Luigi Cadorna di Pallanza, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito nel momento della sua realizzazione, per quanto la sua vera denominazione ufficiale fosse invece “Occupazione Avanzata alla Frontiera Nord”.  Questa linea che copre Piemonte e Lombardia, ma con qualche opera in Valle d’Aosta non era una struttura fortificata continua collocata a ridosso della frontiera, ma una serie di opere composte da appostamenti per la fanteria e postazioni per l’artiglieria costruiti in località arretrate, a presidio e difesa dei punti nevralgici collocati sui principali assi di penetrazione di un potenziale nemico che facesse ingresso dalla Svizzera.  C’era il timore di un'invasione tedesca che, violando la neutralità elvetica, prendesse alle spalle l’Italia settentrionale e questo perché la Svizzera, nonostante la dichiarata neutralità, per una serie di ragioni non costituiva una sufficiente garanzia contro le possibili aggressioni austro-tedesche. Il tratto iniziale della Linea “Cadorna” faceva parte del Settore Sempione-Toce delle linee di difesa principali della 5a Armata, tracciate il 28 luglio 1916 da Cadorna, a cominciare dal monte Massone ed interessando la zona della stretta di Bara, sul territorio di Ornavasso, di Migiandone, di Anzola e di Cuzzago.. La bassa Ossola è uno dei settori in cui doveva avvenire l’arresto delle truppe di invasione e a Cuzzago correva nel fondovalle la prima linea, caratterizzata da postazioni di mitragliatrici in calcestruzzo, a pianta rotonda dotate di una o due feritoie e corridoio di accesso, con alle spalle ricoveri sotterranei in cemento armato per la truppa. Postazioni e ricoveri per la fanteria erano coperti con zolle d’erba, per ragioni di mimetismo e per evitare il rimbalzo delle pallottole e, quattro o cinque metri in avanti, vi era un reticolato alto un paio di metri, con i pali di sostegno che creavano una sorta di ragnatela. La linea fortificata proseguiva in montagna, ove vennero realizzati trincee e camminamenti, con postazioni in caverna e ricoveri coperti realizzati a quote diverse, collegati fra loro e dotati di mulattiera di arroccamento, posta in zona riparata al fuoco nemico. Sul Pizzo Proman venne invece realizzato un osservatorio ed un ricovero per i militari qui dislocati, collegato da una ardita mulattiera all’alpe della Colma. A Cuzzago lavorava la “Roncoroni Cesare fu Francesco” di Milano e anche la “Poscio” di Villadossola, che effettuò lavori e prestazioni per opere di fortificazione e strade militari, nei cantieri erano impiegati giovani non ancora arruolati, capimastro anziani o esentati dal richiamo alle armi e le donne, a cui competeva tra l’altro il rifornimento dei materiali necessari alle costruzioni e dei rifornimenti al personale impiegato, portato a spalle nelle gerle.  A Cuzzago era dislocato un distaccamento della Milizia Territoriale, che aveva sede in una baracca di legno, con il compito di porre delle sentinelle di notte sullo stradone all’incrocio per Nibbio e sulla strada vecchia, posando dei cavalli di frisia sulla carreggiata quale interruzione. Nell’ottobre del 1917 a Cuzzago vennero catturati dai Reali Carabinieri due prigionieri austriaci, fuggiti da Cervarolo in Valsesia, dal campo in cui erano impegnati nei lavori per il taglio di alberi. La realizzazione delle opere si concluse bruscamente con la fine della guerra e, come ricordato in una testimonianza di  Pietro  Arcioli, classe 1904 di Premosello Chiovenda, all’epoca adolescente ma già lavoratore sulla linea “… il 4 novembre 1918 eravamo  sopra a Cuzzago, …  sentiamo  suonare  “din  don”  le  campane  dei paesi in giro, era l’armistizio. Ho buttato via tutto  e i lavori sono  finiti li”.  A partire dagli Anni 90 sono state avviate iniziative di recupero, studio, valorizzazione della Linea Cadorna e delle sue opere e  nello specifico a Cuzzago da parte del Comune di Premosello Chiovenda e del locale gruppo dell’Antincendio Boschivo sono stati ripuliti in alcune occasioni tratti di mulattiera e di trincea, organizzando in diverse occasioni camminate storico-commemorative, alla riscoperta di opere, camminamenti, ricoveri e postazioni edificati durante la Grande guerra e ancora visibili, lungo il percorso che porta alla postazione in quota dove è stata collocata dagli Alpini del Gruppo A.N.A. di Premosello Chiovenda una asta alzabandiera. -Testo del Prof. Pier Antonio Ragozza-

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Cà Vegia

Latteria Sociale Turnaria di Cuzzago

Centrale Pro Colloro