Santuario di Lut


Lüt è il nome di un piccolo alpeggio – anzi “alpetto” in quanto destinato ad ospitare il bestiame solo in primavera ed autunno – che sorge a quasi 800 metri di quota poco sopra Colloro di Premosello, all’imbocco della vallata del rio Crot, attraversato dalla mulattiera che conduce in Val Grande, mediante i valichi della Colma e dell’Usciolo. La più antica citazione dell’alpe Lüt, o meglio dell’Alpe Alupta, appare in un documento del 1014 ritrovato presso l’archivio del monastero benedettino di San Graciniano ad Arona e relativo ad una donazione di beni e proprietà. Nell’interpretazione fatta dallo studioso Enrico Rizzi, autore del ritrovamento del documento sino ad allora inedito, probabilmente con il termine “Alpe Alupta” si intendeva non solo l’attuale alpeggio di Lüt ma anche tutta la vallata retrostante, sino alla Colma. Circa l’origine del piccolo santuario mariano, esistono precisi dati storici a partire dall’originaria antica cappelletta che sorgeva sul pianoro poco discosto dalla mulattiera che sale da Colloro ed oggi incorporata nell’edificio sacro. Vuole la tradizione che alcuni giovani del paese, che uscivano dalla Val Grande perché chiamati alle armi in occasione della Seconda guerra d’indipendenza, fermatisi per una sosta nei pressi della cappelletta, fecero voto di restaurarla qualora fossero tornati sani e salvi dal conflitto. E così fu, come testimonia l’immagine della Vergine Annunziata – anche se era stato commissionato l’affresco della Madonna delle Grazie – dipinta dal pittore Andrea Monti di Anzola nel 1859, per voto di alcuni reduci delle campagne della II Guerra d’Indipendenza. Il portichetto antistante venne invece realizzato dai familiari del caporale Pio Bionda, come voto per auspicare il ritorno  – poi mai avvenuto – del congiunto dato per disperso nella battaglia di Adua in Africa nel 1896. Durante la Prima guerra mondiale, la Campagna d’Etiopia e nel Secondo conflitto mondiale, la cappelletta fu meta di devoti pellegrinaggi da tutta la bassa Ossola di soldati e familiari che invocavano la protezione mariana per i combattenti al fronte. Dopo la Grande guerra l’edificio venne ampliato e nel 1924 si ebbe la solenne benedizione della cappelletta da parte del parroco don Giovanni Del Boca, già cappellano militare al fronte e decorato al Valor Militare. Al termine della Seconda guerra mondiale, che dal settembre 1943 all’aprile 1945 fu combattuta anche qui, l’arch. Paul Vietti Violi  progettò il grande mausoleo-ossario, una sorta di “Redipuglia della Resistenza ossolana”, da edificare proprio a Lüt, luogo di memorie e devozione per i combattenti e reduci di tutte le guerre, ma anche porta di ingresso verso la Val Grande teatro del tragico rastrellamento del giugno 1944 e dove dopo l’armistizio dell’8 settembre ‘43 si costituì intorno al magg. Dionigi Superti, direttore di una impresa boschiva che operava in zona, la Brigata partigiana poi Divisione “Valdossola”. Nel 1952 la cappelletta fu ancora una volta ampliata e trasformata in una vera e propria chiesetta, con l’aggiunta del portichetto a tre arcate, unico elemento realizzato del più grandioso progetto dell’architetto Vietti Violi Del 1962 è la fontana-monumento con il bassorilievo di Giovanni Primatesta, opera voluta e instancabilmente preparata da Giuseppe Primatesta, “Pep Cìot”, Cavaliere di Vittorio Veneto, sacrestano e animatore entusiasta dell’oratorio montano, meritatamente ricordato da una lapide all’esterno della chiesa.  Del 1968 è invece la croce metallica collocata dalla Pro Loco su di uno sperone roccioso che domina la valle, con due epigrafi in ricordo rispettivamente di tutti i Caduti e dei Partigiani della Div. “Valdossola”, tale croce venne poi restaurata a cura del Comitato Lüt nel 1987 Sempre in occasione della cerimonia del 4 agosto 1968 fu anche inaugurato l’altarino da campo in pietra nei pressi della fontana, per le celebrazioni all’aperto.  Nel settembre del 1978 venne intanto inaugurata la strada gippabile, che giungeva sotto i prati di Lüt e che solo negli anni ‘80 fu prolungata per collegare le casere dell’alpetto e la chiesa. Fu nel 1982 e con la costituzione di un Comitato Restauri Lüt che la chiesetta venne restaurata con sovralzo di parte del tetto allineandolo a quello grande centrale, rifacimento del tetto del campanile, costruzione di un nuovo altare interno in muratura e serizzo, sostituzione del portone d’ingresso, ritinteggiatura dell’edificio e sistemazione dell’area circostante. Del 1988, nella ricorrenza del 70° della fine della Grande guerra, è invece l’asta alzabandiera posta sullo sperone roccioso nei pressi della bianca cappelletta definita in una sua poesia da don Remigio Biancossi “...quasi un’agnella dispersa dal gregge, alla porta dell’immensa Valgrande...”. Ancora il Comitato Restauri Lüt, che ha effettuato nel 1989 il  rimboschimento nell’area circostante la  chiesetta, prosegue la sua opera curando anche l’illuminazione dell’oratorio in particolare alla vigilia della festa e durante alcune cerimonie.   Dal 1998 la tradizionale festa di Lüt viene organizzata dal Consorzio montano e si tiene, come in origine, in una domenica di inizio settembre, mentre nel 2012 è stato inaugurato un moderno bivacco, punto di riferimento per la manifestazione e per i frequentatori dell’alpe. -Testo del Prof. Pier Antonio Ragozza-

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