Oratorio della Madonna di Loreto


La prima notizia dell’Oratorio dedicato a SS. Maria Lauretana, “volta a meridione e isolata”, è citata negli ordini emanati dal vescovo Antonio Tornielli nel 1646. L’Oratorio era stato eretto in aperta campagna e, nelle successive visite pastorali del 1691 e 1705, veniva sottolineata la necessità di intonacare la facciata perché si differenziasse dalle cascine che erano vicine. Sopra la porta d’ingresso è inciso 30 agosto e si può supporre che si tratti della data in cui furono terminati i lavori, ma non è indicato l’anno. Il piccolo campanile sopra il tetto fu costruito nel 1677.  Al 1761 risale la statua di legno della Madonna con il Bambino in braccio che si trova nella nicchia dietro l’altare e che è venerata con particolare devozione nel giorno dell’Immacolata Concezione.

Nel 1774 fu aggiunta una cappella sul lato sinistro dedicata a S. Irenarco*, di cui è raffigurato il martirio e la cui festa liturgica ricorre il 27 novembre. All’esterno del presbiterio, a destra è raffigurato Sant’Antonio Maria Zaccaria fondatore dei Barnabiti; a sinistra la Sacra Famiglia. Nel 1784 fu istituita la Cappellania con un sacerdote coadiutore che abitava una casetta con giardino presso l’oratorio che era stata messa a disposizione da Giovanni Porta con un beneficio del 1649.

La festa dell’Immacolata Concezione di Maria, la maggiore festività che si celebra nell’oratorio di Loreto, è già annotata nella visita pastorale del vescovo Barbis Bertone del 1761. A Cossogno è chiamata familiarmente “Le Madone di fesöi e ríis”, la Madonna dei fagioli e riso. Un tempo infatti, durante la celebrazione, i bambini portavano in offerta riso e fagioli nei caratteristici delicati cestini detti “di Varallo”, perché acquistati durante i pellegrinaggi al Sacro Monte di Varallo. Il contenuto poi veniva benedetto e messo all’incanto.  La tradizione, dopo anni di interruzione, è stata ripristinata nel 2000 e da allora si ripete ogni anno.

*Irenarco fu uno dei martiri di Sebaste, in Armenia. Nel IV secolo quando a Sebaste era governatore Massimiano, scoppiò una persecuzione contro i cristiani; sette donne furono condotte dal governatore. Il poliziotto Irenarco, incaricato della loro custodia si dichiarò cristiano e le difese; vennero martirizzati le sette donne e i due figli di una di queste, Irenarco e Acacio, il prete che lo battezzò.  Un’altra raffigurazione di Sant’Irenarco si trova nella Cappella delle Croci (link).
The first information about the Oratory dedicated to Maria SS. Lauretana, “facing south and isolated”, is mentioned in the Orders issued by the Bishop Antonio Tornielli in 1646. The Oratory was erected in the open countryside and, in the following pastoral visits of 1691 and 1705, the need to whitewash the facade was frequently expressed in order to distinguish it from the surrounding farmhouses. The inscription “30 August” is engraved on the entrance door and it can be assumed that this is the date on which the work was completed, but the year is not specified. The small bell tower above the roof was built in 1677.  The wooden statue of the Virgin Mary and Child, which is located in the niche behind the altar and which is venerated with particular devotion on the day of the Immaculate Conception, dates back to 1761.

In 1774 a chapel was added on the left side: it was dedicated to S. Irenarco*, who is depicted as a martyr and whose liturgical feast is celebrated on 27 November. Outside the presbytery, on the right, S. Antonio Maria Zaccaria is depicted, the founder of the Barnabites; on the left is the Holy Family. In 1784 the Chaplaincy was established with a priest who lived in a small house with garden near the oratory that had been made available by Giovanni Porta with a donation of 1649.

The feast of the Immaculate Conception of Mary, the most important feast celebrated in the oratory of Loreto, was already mentioned in the pastoral visit of the Bishop Barbis Bertone in 1761. In Cossogno it is called “Le Madone di fesöi e ríis”, the Madonna of the beans and rice. In fact, in the past, during the celebration, children brought rice and beans as an offer in the typical baskets called “Baskets of Varallo”, because they were purchased during the pilgrimages to the Sacro Monte of Varallo. The content was blessed and put up for auction. The tradition, after being interrupted for many years, was restored in 2000 and now the celebration takes place every year.

*Irenarco was one of the martyrs of Sebaste, Armenia. In the fourth century, when Maximian was the governor in Sebaste, a persecution broke out against the Christians; seven women were led to the governor. The policeman Irenarco, in charge of their custody, declared himself Christian and defended them; the seven women and the two sons of one of them, Irenarco and Acacio, the priest who baptized him, were martyred.  Another representation of S. Irenarco is found in the Cappella delle Croci (link).
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